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Rock Tips: Gli spot poco profondi

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Per il primo capitolo di Rock Tips iniziamo a parlare della scelta dello spot. Iniziamo con gli spot poco profondi. Pescando in acqua bassa molti pescatori desistono e non danno fiducia a questi spot, forse perchè credono che in acqua bassa non ci sia pesce, forse perchè credono che in acqua bassa è più facile farsi scoprire, vediamolo insieme. Stagione:   I momenti migliori per cercare predatori in acqua bassa è sicuramente l' inverno, durante le rare giornate di sole. L' acqua si scalderà prima e i predatori entreranno prima in attività. Iniziamo a pescare durante le ore centrali, quando il sole è alto Approcci:  Scegliamo approcci che non vadano a creare troppo impatto, optiamo per jig-head molto leggere e artificiali minuti o comunque con pochi ''fronzoli'', rimaniamo il più leggeri possibili. Fili:  Nei limiti del possibile, scegliamo filati il più sottili possibili. Pescando in acqua bassa molto spesso effettueremo un ''sight fishing''...

I limiti esistono per essere superati

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Questo diceva Tony Stark, mentre provava il primo prototipo di Iron Man. Parlando di RF di limiti ce ne potrebbero essere davvero tantissimi: la profondità raggiungibile, la distanza di lancio dovuto ai pesi esigui impiegati in questa tecnica....e dei pesci? Su quest' ultimo punto non sono d' accordo. Mi è capitato più volte, specie in Off-Shore, di avere a che fare con predatori, non proprio da Light Game, come le lampughe, pesce che adoro alla follia e che considero il più bello del mare. Questo articolo, non vuole essere incentrato su una tecnica o su un pesce specifici, ma vuole essere un imput per tutti noi, in modo tale da sperimentare questo modo di pescare così avvincente e coinvolgente. Questa bellissima lampuga è stata catturata cercando sugherelli e sgombri con un metal jig, ma dopo qualche lancio, dalla boa galleggiante che vedete alla mie spalle, è uscito questo fulmine che ha aggredito l' artificiale e mi ha fatto non poco patire con l' attrezza...

Conosciamo davvero il Rock Fishing?

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Da ormai  un anno, sono in contatto con illustri personaggi del rock fishing Giapponese e nelle numerose conversazioni che ho avuto con questi mostri sacri, mi accorgevo sempre di più che noi europei di rock fishing non ci capiamo propio niente. Si avete letto bene, NIENTE. Ma la cosa davvero drammatica è che sebbene siamo agli albori di questa fantastica tecnica, non cerchiamo in alcun modo di evolverci, ma anzi, siamo restii e vogliamo continuare su quella via senza rischiare e osare di progredire in quello che facciamo. Ma vediamo di chiarire in perchè di questa ''disevoluzione''. In Europa, quando si parla di rock fishing, subito viene in mente una pesca statica, fatta con piccole jig-head, con grammature esigue, concentrandoci sulla cattura dei piccoli pesci di fondale quali scorfani, ghiozzi, sciarrani o bavose. Ma stiamo SBAGLIANDO, quello che noi stiamo facendo è solo una branca del rock fishing, quello che noi stiamo facendo è mebaru game, ovvero una pesca che ...

Il mebaring: la nuova frontiera del light rock fishing

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Nello stereotipo comune, il rock fishing, viene indicato come una pesca statica, con jig-head e rig iper-leggeri. A questa affermazione non ci si poteva rispondere fino a qualche mese addietro, ma ora, grazie anche a ditte che puntano all' importazione dei prodotti migliori, possiamo finalmente scoprire una nuova tecnica del Light rock fishing fatto con Hard-bait: il mebaring! Questa tecnica di pesca viene effettuata con delle hard-bait, chiamate anche loro mebaring, le quali non possono essere definite minnow, poichè minnow non lo sono, vediamo di spiegare il perchè. Quando iniziai a provare questi splendidi artificiali, iniziai a utilizzarli propio come se fossero dei minnow, quindi lanci nei pressi dello spot alla ricerca di spigole e predatori marini convenzionali, ma fin da subito notai una serie di particolari: su recupero lineare nuotava in modo strano e che, in caduta, scendeva con la parte posteriore. Insolito e strano quanto meno, non riuscivo a carpirne il valore imm...

Spro Trout SbiroShot

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Continua la rassegna della serie trout bombastic, questa volta si parla di un darter, in particolar modo del Trout SbiroShot. Questo piccolo Darter di lunghezza 4,7 cm, è composto da un corpo cilindrico anellare, il quale termina con una sottilissima codina. Quest' ultimo dettaglio, ovvero la codina, è la chiave dell' efficacia di questo artificiale sia a rock fishing sia ad ajing. Basterà guardare i movimenti vibranti della codina sotto  recupero, anche lineare, per rendersi conto dell' efficacia dello Spro Trout SbiroShot. Durante i test abbiamo appurato che questo darter ha una mobilità incredibile e innescandolo su jig-head, di forma sferica o comunque senza stabilità sul fondo, avremo un movimento continuo e costante, elemento chiave nel periodo estivo. Questo artificiale non è stato gradito solo dai nostri amici ghiozzi, ma anche dalle aguglie pescando ad ajing e unendolo alla Spro micro-head abbiamo trovato un vero mattatore di mini-rostrati. Inutile di...

Spro Trout Shot

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Vi sono dei momenti, nel periodo caldo, in cui i predatori, quali ghiozzi, scorfani e soprattutto sparidi, predano piccoli invertebrati trasportati dalla corrente, quindi molto facili da catturare. In queste situazioni non ho mai trovato nulla di più catturante dello Spro Trout Shot. Questo piccolo artificiale ha tutte le somiglianze di una ceca, ovvero un avannotto si anguilla, questa caratteristica lo farà diventare appetibile ad ogni tipo di predatore marino e non, infatti questa serie di artificiali nasce per la pesca delle trote nei reservoir. La mescola di gomma, di cui è composto questa soft-bait è quanto di più naturale si possa trovare in commercio. I suoi utilizzi posso variare dalla tipica jig-head, anche se quest' ultima scelta non la utilizzo tanta con questa determinata soft-bait, preferisco l' utilizzo a drop-shot o a split-shot, in modo tale da mantenere la sinuosità, elemento principale di questo piccolo artificiale. I principali predatori con il quale...

Nogales Death Lock

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Quando arriva il periodo estivo l' apatia dei pesci si fa alle stelle, ma allo stesso tempo entrano in attività le bavose, un pesce odiato ed amato da coloro che praticano il rock fishing. Il problema principale della pesca a questo blennide è la scelta dell' amo, infatti le bavose, avendo una bocca molto piccola, diventano molto ostiche da allamare con jig-head classiche. Un piccolo segreto è quello di pescarle a drop-shot con piccoli ami, puntando l' artificiale in testa. Molto spesso però un amo di piccole dimensioni ha anche una certa fragilità, dettaglio che può far la differenza fra un cappotto o una cattura. Quindi la risposta definitiva sarebbe avere un amo di piccole dimensioni, resistentissimo, leggerissimo e sottilissimo, quest' ultimo dettaglio sarà fondamentale per bucare la bocca della bavosa, la quale è davvero dura. Questa risposta la troveremo nel Death Lock di casa Nogales. Questo amo è stato per me una vera rivelazione, non solo per la ricerc...